Strutture veterinarie

Strutture veterinarie

Sono strutture veterinarie i locali e gli impianti pubblici e privati, aventi accesso al pubblico, ove si esercita la professione veterinaria sugli animali e/o su materiali biologici animali.

Sono classificate secondo le seguenti tipologie: 

  • studio veterinario, struttura dove opera un medico veterinario o attività professionale svolta in forma privata e personale (non è consentita la degenza di animali, fatte salve le deroghe previste dal Decreto direttoriale 13/04/2005, n. 5403)
  • studio veterinario associato, struttura in cui lavorano uno o più medici veterinari titolari dello studio (non è consentita la degenza di animali, fatte salve le deroghe previste dal Decreto direttoriale 13/04/2005, n. 5403)
  • ambulatorio veterinario, struttura dove uno o più medici veterinari esercitano la professione sotto la responsabilità di un direttore sanitario (non è consentita la degenza di animali, fatte salve le deroghe previste dal Decreto direttoriale 13/04/2005, n. 5403)
  • clinica o casa di cura veterinaria, struttura dove due o più medici veterinari esercitano la professione sotto la responsabilità di un direttore sanitario che assicura l’assistenza chirurgica, la diagnostica radiologica, il servizio di degenza degli animali e la presenza di un medico veterinario durante la degenza degli animali
  • ospedale veterinario, struttura dove due o più medici veterinari esercitano la professione sotto la responsabilità di un direttore sanitario che assicura l’assistenza chirurgica, la diagnostica radiologica, il servizio di degenza degli animali, il servizio di pronto soccorso 24 ore su 24 e la presenza di almeno un medico veterinario 24 ore su 24
  • laboratorio veterinario di analisi, struttura dove, sotto la responsabilità di un direttore sanitario si eseguono indagini strumentali con finalità diagnostiche su materiali biologici, per conto di terzi, previa richiesta veterinaria e con relativa refertazione.
Requisiti soggettivi

Per svolgere l'attività è necessario soddisfare i requisiti previsti dalla normativa antimafia e i requisiti morali.

Deve inoltre essere nominare un direttore sanitario iscritto all'ordine professionale.

Requisiti oggettivi

I locali dove si svolge l’attività devono avere una destinazione d’uso compatibile con quella prevista dal piano urbanistico comunale.

L’attività può anche essere svolta utilizzando i locali di un’abitazione. In questo caso, il richiedente dovrà separare chiaramente l’abitazione dai locali di lavoro, all’interno dei quali non possono svolgersi più attività.

Devono essere rispettate le norme e le prescrizioni specifiche dell’attività, per esempio quelle in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana annonaria.

Devono inoltre essere rispettati i requisiti minimi individuati così come previsto dal Decreto direttoriale 13/04/2005, n. 5403.

Approfondimenti

Impatto acustico

L'attività svolta deve avvenire nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente in materia di inquinamento acustico quindi può essere necessario presentare anche la valutazione previsione di impatto acustico.

Scarichi idrici e conferimento deiezioni

Per scarichi in pubblica fognatura: le acque reflue originate sono assimilabili alle acque reflue domestiche ai sensi del Decreto legislativo 03/04/2006, n. 152. Per scarichi fuori fognatura: le acque reflue originate hanno caratteristiche qualitative assimilabili alle acque reflue domestiche ai sensi del Decreto legislativo 03/04/2006, n. 152 e pertanto sono soggette ad Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

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Ultimo aggiornamento: 01/09/2023 09:11.55